Cos’è la depressione? La depressione è un disturbo dell’umore che può manifestarsi in diversi modi, come tristezza prolungata, perdita di interesse per le attività quotidiane, stanchezza e difficoltà a concentrarsi.
Sebbene sia un disturbo comune, spesso porta a sentimenti di isolamento, disperazione e stati emotivi negativi. È una malattia subdola, perché non è raro che chi ne soffre non ne sia consapevole.
Nonostante questo, la depressione può essere affrontata con successo con la psicoterapia, un trattamento che permette di esplorare e affrontare le cause profonde della depressione, aiutando a ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita.
Se soffri di depressione non devi vergognarti di chiedere aiuto: è una malattia come tante altre e può essere curata. Parlarne con uno psicoterapeuta come me, anche quando si manifesta in forma lieve, è spesso il primo passo verso la guarigione.
E se il fenomeno è molto grave e invalidante, valuteremo insieme se attivare una collaborazione con uno psichiatra per un eventuale sostegno farmacologico in attesa che la psicoterapia produca i suoi effetti positivi.
I sintomi della depressione
Per capire cos’è la depressione e con quali sintomi si manifesta, faccio ricorso alle casistiche più comuni che mi è capitato di affrontare nei miei lunghi anni di esperienza come psicologa. Se sei depresso o depressa, potrai facilmente riconoscerti.
I segnali
- Il tuo umore è costantemente triste e irritabile.
- Ti senti stanco/a e privo/a di entusiasmo per qualsiasi attività, come se nulla ti interessasse.
- Fai fatica a concentrarti e a ricordare e tendi a colpevolizzarti e a svalutarti. La tua mente è affollata da pensieri disfunzionali ricorsivi, in una sorta di rimuginio che ti tiene prigioniero/a e non ti consente di vedere la realtà con occhi diversi
- Stai sperimentando una mancanza di piacere anche per attività prima gratificanti.
- Avverti una diminuzione del desiderio sessuale e preferisci evitare momenti di vita sociale.
- Noti un rallentamento nei movimenti fisici e nel parlare o, al contrario, ti senti eccessivamente agitato/a tanto da non riuscire a stare seduto/a, ad ascoltare.
- Hai disturbi del sonno e palpitazioni
- Stai registrando una perdita o un aumento di peso in seguito al cambiamento delle tue abitudini alimentari.
- Sei da poco diventata madre e stai avvertendo un senso di inadeguatezza e fragilità emotiva.
Questi sintomi sono un campanello d’allarme: ci dicono che stai attraversando un momento difficile e che hai bisogno di aiuto per mitigare gli effetti depressivi sulla tua vita quotidiana.
Non ti è certo di alcun sollievo sentirti dire da amici o parenti frasi del tipo «in fondo non ti manca niente»; «In giro c’è chi sta peggio”; «Pensa positivo». Anzi, puoi sentirti ancora più solo/a, incompreso/a e inadeguato/a. Specialmente all’inizio, quando si manifestano i primi sintomi e ancora non sei del tutto consapevole.
Cos’è la depressione
La depressione è una malattia che colpisce molte persone in tutto il mondo. Si tratta di un disturbo mentale caratterizzato da una sensazione persistente di tristezza, disperazione e mancanza di interesse per le attività quotidiane.
Ci sono diversi tipi di depressione, la cui sintomatologia può variare da persona a persona. Di solito, però, è persistente (cioè dura giorni o settimane) e può includere, come abbiamo visto, cambiamenti nell’appetito, nella qualità del sonno e nella concentrazione.
Colpisce tutti, a prescindere dal sesso (anche se la popolazione femminile risulta più a rischio), dal ceto sociale, dall’età.
Si manifesta sotto forme diverse e, a volte, può presentarsi in comorbilità con altre patologie. È comunque una malattia della quale non bisogna vergognarsi, né, tantomeno, sentirsi colpevoli.
La ricerca di aiuto è un passo importante – se non fondamentale – verso la guarigione. Se sospetti di soffrire di depressione; se ne hai riconosciuto i segnali, non tenerti tutto dentro, ma parlane con chi può aiutarti.
A cosa è dovuta
Premesso che la depressione è considerata un disturbo dall’eziopatogenesi multifattoriale, cioè chiama in causa fattori genetici, biologici, psicologici ed ambientali, l’esposizione ad eventi stressanti riveste un ruolo fondamentale nell’esordio di numerosi disturbi depressivi.
Ogni caso, comunque, ha la sua storia; ogni persona il suo “sentire”.
Molte volte il disturbo depressivo esordisce in seguito ad un evento stressante (o vissuto come tale) o ad un trauma.
Ai primi posti degli eventi psicosociali stressanti possono collocarsi il tradimento coniugale e la separazione; i lutti; i conflitti interpersonali nell’ambiente familiare o lavorativo; i significativi cambiamenti di vita, come perdita del lavoro o del patrimonio, trasferimenti eccetera. Le depressioni possono ripresentarsi in situazioni che si ripetono e che vengono affrontate in modo disfunzionale.
I disturbi depressivi possono insorgere anche in particolari fasi della vita: il pensionamento, l’uscita di casa dei figli, la menopausa, l’adolescenza, la maternità.
Come si esce dalla depressione
In presenza di disturbi importanti, le cure ritenute più efficaci comprendono l’integrazione della terapia farmacologica (di competenza dello psichiatra) con la psicoterapia. Medico psichiatra e psicoterapeuta possono collaborare per favorire il buon esito del percorso di cura.
In base alla mia esperienza, però, posso dirti che determinante, al di là dell’approccio psicologico utilizzato dallo psicoterapeuta, è il clima di empatia e fiducia che si riesce a creare nella relazione fra paziente/cliente e professionista.
Ogni individuo (compreso il terapeuta) è portatore di un’esperienza di vita originale, ha una sua sensibilità e una personale chiave di lettura della realtà.
In questo senso, terapeuta e paziente intraprendono insieme un viaggio, lungo un percorso fatto di “paesaggi” per molti aspetti inesplorati, per coglierne i significati, a volte perturbativi, e riscrivere, per il futuro, una nuova storia di vita.
Sì, devi avere fiducia che la depressione può essere curata. Ogni persona, quindi anche tu, ha dentro di sé le risorse per affrontare efficacemente le difficoltà. Deve solo essere aiutata a far emergere queste risorse, affinché possa riconoscerle e utilizzarle poi autonomamente.
Significa che non dovrai stare in terapia per sempre, ma che, ad un certo punto, sarai in grado di “camminare” da solo/a perché possiederai gli strumenti per gestire in modo sano ed equilibrato le future situazioni critiche ed evitare nuove crisi depressive.
Curare la depressione con la psicoterapia
L’approccio sistemico-relazionale, attraverso le tecniche di cui si avvale e gli strumenti che utilizza, può essere molto efficace nel trattamento dei disturbi depressivi, come ho avuto modo di verificare con i miei pazienti. E questo è il motivo per il quale ho scelto di specializzarmi in questo orientamento professionale, che permette di ottenere benefici importanti e scongiurare così il ricorso ai farmaci.
L’intervento psicoterapeutico sistemico-relazionale parte dal sintomo, per poi prendere in considerazione l’intero contesto sociale ed emotivo nel quale la persona vive (familiare, scolastico, lavorativo, di coppia), le esperienze, i miti e i mandati intergenerazionali che ha ricevuto e che orientano i suoi pensieri.
L’obiettivo è di rendere la persona consapevole delle proprie dinamiche di funzionamento e stimolarla ad osservare e percepire la realtà da punti di vista diversi, così da mettere in atto nuove e più funzionali modalità per fronteggiare le situazioni di vita a livello comportamentale, emotivo, cognitivo e relazionale.
In ottica sistemico-relazionale, nei casi in cui io lo ritenga possibile e utile ai fini terapeutici, l’intervento può prevedere anche il coinvolgimento di altre persone significative per la persona in trattamento.
L’EMDR come strumento per la cura della crisi depressiva
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto del 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati….”
Tratto da https://emdr.it, il sito ufficiale-EMDR Italia
“I circuiti cerebrali si sviluppano con modalità direttamente legate alla loro attivazione. Le nostre esperienze possono quindi influenzare in maniera significativa le connessioni neurali e l’organizzazione delle attività del nostro cervello e per questo motivo le esperienze che si verificano durante i primi anni di vita e i traumi svolgono un ruolo particolarmente importante” (Daniele Siegel, 2002).
Integrare l’EMDR nel mio lavoro di psicoterapia facilita l’elaborazione dei ricordi, conservati nelle reti mnemoniche e che stanno alla base del problema che il paziente riporta.
Molte delle disfunzioni attuali, infatti, hanno origine nelle esperienze vissute. E di questo io sono profondamente convinta.
L’approccio EMDR (che sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing, in italiano Desensibilizzazione e rielaborazione mediante movimenti oculari) si concentra sul ricordo delle esperienze traumatiche, particolarmente cariche di stress, vissute dalla persona e conservate nella sua memoria.
EMDR, come funziona
L’EMDR interviene, utilizzando i movimenti oculari, sui ricordi associati a quegli eventi, in modo da rielaborarli nella memoria e far sì che quelle stesse esperienze perdano l’intensa emozione disturbante a cui sono associate. A livello cognitivo, gli apprendimenti disfunzionali assumono, così, un significato positivo, in quanto i “ricordi dolorosi”, attraverso le otto fasi previste dal protocollo, vengono trasformati in risorse da utilizzare in modo costruttivo, nel presente e nel futuro.
Se avverti uno stato emotivo che ti procura sofferenza o disagio, non aspettare: chiamami. Io posso aiutarti a ritrovare entusiasmo e voglia di vivere senza necessariamente ricorrere ai farmaci.