Relazione tossica: 7 segnali d’allarme

Relazione tossica - Come riconoscerla

La relazione tossica e la dipendenza affettiva sono subdole: si insinuano nella nostra vita senza che nemmeno ce ne accorgiamo. E quando ce ne accorgiamo ci sentiamo in trappola, senza sapere cosa fare per uscire da una situazione che ci soffoca.

Storie di relazioni tossiche

Cosa significa relazione tossica? Te lo spiego con due delle ultime storie che mi sono capitate  (i nomi sono di fantasia per tutelare la privacy).

La storia di Giada

Ha circa quarant’anni, snella, il viso segnato da notti insonni e lo sguardo inquieto di chi non sa cosa dire e cosa fare. 

Si abbandona sulla poltrona e subito mi dice: «Dottoressa, mi aiuti, non ce la faccio più. Voglio liberarmi da una relazione sentimentale che mi tiene prigioniera da anni. Non so come ho fatto ad accettare una situazione così… proprio non lo so. Lui mi svaluta continuamente, critica  tutto quello che faccio, per lui sono tutta sbagliata, non gli piace nulla di me, per me non fa mai niente, solo lui è nel giusto… sempre! Non riesco neppure a rintracciare un ricordo bello… Voglio chiudere questa storia, ma una parte di me continua a rimanere aggrappata alla speranza che le cose possano cambiare, a volte mi sembra di non poter vivere senza di lui e a volte di non vivere se sto con lui!». 

È una  giovane donna, carina, professionalmente affermata, colta ed economicamente indipendente; eppure è vittima di una relazione tossica.

La storia di Simona

È una bella ragazza di poco meno di trent’anni. Seduta, sta raccolta su se stessa e inizia, fra le lacrime, a raccontarmi la sua storia. 

Una storia fatta di sofferenze e di deprivazione sociale ed affettiva; di una infanzia trascurata e di una adolescenza difficile; di una serie di esperienze sentimentali fallite e frustranti, per ultima quella con un giovane uomo che l’ha appena lasciata dopo un’altalena di ritorni e di allontanamenti, di apprezzamenti e di svalutazioni, di illusioni e di delusioni. 

Adesso, senza di lui, si sente morire, tutto sembra vuoto e privo di senso. Nella sua mente un pensiero ossessivo: «Se la storia è finita è colpa mia, perché non sono amabile, non lo meritavo. Se fossi stata diversa… se fossi.. se…».

Come vedi sono protagoniste diverse di un’esperienza comune, quella di essere dentro una relazione tossica. 

Oggi ne sono entrambe uscite, con l’aiuto della psicoterapia, e sono due donne libere, che hanno recuperato la consapevolezza del loro valore come persone, degne di essere amate e di vivere ogni giorno con spirito gioioso. Non devono più lottare per piacere a qualcuno, perché si sono rese conto di piacere a sé stesse, hanno capito cosa significa amare ed essere amati e quando una relazione sentimentale può considerarsi solida, soddisfacente e costruttiva. 

Ripercorrendo la propria storia di vita, anche attraverso l’ottica trigenerazionale, sono riuscite a capire le dinamiche intrapsichiche e relazionali che avevano accompagnato la loro visione per molti aspetti disfunzionale della realtà e a riscrivere un futuro diverso.

Relazione tossica: come riconoscerla, affrontarla e superarla

Le storie che ti ho raccontato già dovrebbero averti dato degli elementi per capire se stai vivendo una relazione tossica o sei vittima di una dipendenza affettiva

In generale sei dentro una relazione tossica se:

  1. nel tuo rapporto con l’altro ti senti costantemente infelice, arrabbiato/a, ansioso/a, inadeguato/a;
  2. invece di avvertire collaborazione, sostegno e complicità, ti senti costantemente giudicato/a, disapprovato/a, criticato/a, colpevolizzato/a, sottoposto/a a controlli ingiustificati, trattato/a con sarcasmo, ostilità, risentimento, in una sorta di competizione da cui esci sempre perdente;
  3. per evitare discussioni o silenzi punitivi, assecondi l’altro a costo di rinunciare ai tuoi bisogni, ai tuoi interessi, a momenti gratificanti per te;
  4. ti senti costretto/a a dire bugie per ritagliarti uno spazio con gli amici, per rimanere fuori casa e ridurre il tempo da passare insieme;
  5. metti costantemente in dubbio la bontà dei tuoi pensieri o delle tue scelte;
  6. hai l’impressione di essere manipolato/a da partner (sensazione molto frequente, ad esempio, nella relazione con un narcisista), o vivi nella speranza che l’altro cambi, si renda conto…
  7. ti senti stressato/a, prigioniero/a di una condizione dalla quale non sai se o come uscire.


Se ti riconosci in una o più di queste situazioni – in coppia, in famiglia, con amici – vuol dire che stai vivendo una
relazione disfunzionale. Riconoscere il problema è già il primo passo per risolverlo. Qualsiasi relazione “malata” può essere superata, chiusa o ristrutturata prima che ti procuri danni ancora più gravi a livello fisico, emotivo e cognitivo.

Relazioni "malate" al lavoro o in famiglia

Quando uscire da una relazione non è possibile, per esempio nell’ambiente di lavoro o con i parenti, occorre lavorare su di sé per assumere la consapevolezza delle dinamiche disfunzionali in atto e ristrutturare i rapporti anche attraverso l’apprendimento di nuove modalità relazionali e comunicative (stile assertivo, ridefinizione del significato di “confine sano”). 

Se stai vivendo un’esperienza frustrante nell’ambiente lavorativo o parentale, aspettare che le cose si risolvano da sé non è una buona idea. Significa trascinare le situazioni negative con il rischio di peggiorarle.

Quello che devi fare è farti aiutare ad osservare la situazione da una prospettiva diversa. Le tue percezioni e le tue reazioni cambieranno e determineranno effetti positivi su tutto il sistema. Se cambi tu cambiano anche gli altri.

Relazioni disfunzionali nella coppia

Se invece la relazione tossica riguarda la coppia, il percorso può diventare più complesso e può orientarsi in più direzioni. 

Dopo la fase di anamnesi (colloquio clinico che ha lo scopo di indagare tutti gli aspetti della relazione e della persona utili a definire il quadro della situazione), può accadere che entrambi i partner decidano di intraprendere individualmente un percorso di psicoterapia per conoscere meglio sé stessi e le proprie dinamiche interiori, per poi impegnarsi in una terapia di coppia con l’obiettivo di ristrutturare il rapporto fra loro. 

Oppure può accadere che uno o entrambi i membri della coppia giungano alla consapevolezza di voler chiudere la relazione. In ogni caso il supporto psicologico diventa fondamentale per ritrovare il benessere.

Come chiudere e superare una relazione tossica

Uscire da una relazione tossica, per le implicazioni che comporta – in quanto spesso  accompagnata da forme di dipendenza affettiva – non è semplice, né indolore.

Quando si è “dentro” sembra quasi impossibile uscire dalla “gabbia”, leggere la realtà da altre prospettive e immaginarsi protagonisti di una storia di vita diversa. Serve l’aiuto di qualcuno che ci aiuti a vedere le cose da un’altra prospettiva.

Questo qualcuno è lo psicoterapeuta.

Lo psicoterapeuta è in grado di accompagnarti a fare luce dentro te stesso/a, ad interrogarti e a guardare con occhio critico il tuo percorso di vita, le esperienze vissute sul piano emotivo, educativo, relazionale, familiare e sociale, per capire come mai sei rimasto/a imprigionato/a in una relazione che ti fa solo stare male. È inoltre in grado di fornirti gli strumenti di comprensione e consapevolezza con i quali costruire nuove relazioni sane.

Questo prezioso lavoro, fatto anche di domande in cerca di risposte, ti consente di accendere le luci sulla direzione da percorrere, generando una storia diversa e un nuovo film sul futuro della tua vita. 

Usando tecniche e strategie consolidate e adeguate alla tua situazione specifica, tu insieme con lo psicoterapeuta potrete mettere in atto un percorso in grado di aiutarti a recuperare quella fiducia in te stesso/a e quella consapevolezza che ti farà tornare a vivere con serenità ed entusiasmo.

Un obiettivo più che mai raggiungibile concentrando l’attenzione su te stesso/a, sulle tue risorse interiori (che sicuramente hai) e sulle tue emozioni; e riportando il focus sui tuoi progetti di vita. Nella consapevolezza che meriti di essere amato o amata per ciò che sei.

Non aspettare che gli altri cambino. Cambia prima tu!

 

Parlami della tua “storia tossica”: posso aiutarti.