Sommario:
- come si definisce l’ansia
- sintomi psico-emotivi, organici, psico-comportamentali
- principali disturbi d’ ansia
- cause dell’ansia
- come curarla
Come si definisce l’ansia
I disturbi d’ansia sono oggi, nel contesto storico-socio-culturale in cui stiamo vivendo, fra le forme di disagio più diffuse e possono colpire le persone in tutte le fasi della vita, dall’infanzia all’età adulta, fino alla fascia più anziana. Dal punto di vista epidemiologico, le donne sembrano esserne affette con una probabilità doppia rispetto agli uomini.
L’ansia è un’emozione complessa, può avere un ruolo adattivo quando aiuta ad individuare e ad evitare situazioni che possono costituire una minaccia , diventa, però, disfunzionale quando determina un intenso disagio psichico.
L‘ansia buona, infatti, permette all’individuo di utilizzare tutte le risorse cognitive e psicofisiche di cui dispone, in modo da anticipare e affrontare efficacemente le situazioni e gli stimoli che avverte, attivare una risposta efficace o evitare un pericolo potenziale ( es: affrontare un esame, evitare un incidente….).
Al contrario, diventa negativa se rimane costante nel tempo, quando non è giustificata da fatti contingenti, ha durata eccessiva, intensità e frequenza al punto da provocare un disagio interiore tale da compromettere il normale funzionamento della persona, sul piano emotivo, sociale, familiare e lavorativo.
Sintomi dell’ansia
Possibili sintomi psico-emotivi :
- stato di allarme ingiustificato
- disturbi del sonno e incubi notturni
- senso di disperazione
- diminuzione della capacità di apprendimento, memoria, concentrazione, attenzione
- calo della libido
- rimuginio di pensieri
- presenza di immagini, ricordi e pensieri negativi
Possibili sintomi fisiologici:
- disturbi digestivi e intestinali
- sensazione di oppressione al torace
- tachicardia, iper-sudorazione
- cefalea
- senso di svenimento , brividi e/o vertigini
- ronzio alle orecchie
- sudorazione abbondante
- respiro affannoso
- aumento della pressione arteriosa
- tremori muscolari e nausea
- sensazione di irrigidimento e soffocamento
- derealizzazione-depersonalizzazione
- parestesie
Possibili sintomi psico-comportamentali:
- peggioramento delle relazioni socio-affettive
- consumo di sigarette, alcol o droghe
- tendenza all’isolamento
- agitazione motoria (movimento continuo degli arti e delle dita)
- farfugliamenti e balbuzie
- difficoltà ad addormentarsi
Disturbi d’ansia più comuni
- disturbo da panico;
- disturbo d’ansia generalizzata (DAG);
- disturbo da stress post-traumatico;
- fobia sociale;
- fobia specifica;
- agorafobia;
Attacco di panico
Si presenta con episodi di improvvisa e intensa paura, solitamente di breve durata, accompagnati da un senso imminente di morte e sintomi quali :
- palpitazioni, tachicardia,
- dolore o fastidio al torace,
- vertigini, capogiri, sensazione di stordimento o di svenimento,
- dolori muscolari,
- senso di soffocamento,
- tremori e brividi,
- nausea,
- vampate di calore e aumento della sudorazione,
- formicolio o intorpidimento al viso, mani e piedi,
- derealizzazione ( la persona si percepisce come in un mondo irreale) e depersonalizzazione ( essere distaccati da se stessi).
- La probabilità di attacchi di panico aumenta in relazione alla presenza di eventi stressanti per la persona.
Disturbo d’ansia generalizzato
E’ una condizione stabile di ansia perchè presente in ogni circostanza di vita. La persona che ne è affetta non è in grado di impedire alle preoccupazioni più ricorrenti di interferire con lo svolgimento delle sue normali attività.
L’intensità , la durata e la frequenza dell’ansia sono eccessive rispetto alle probabilità che l’evento temuto possa realmente verificarsi.
In genere, le persone che soffrono di questo disturbo hanno spesso atteggiamenti che indicano tensione e stato di allerta in quanto percepiscono l’ambiente come una fonte di pericolo.
Disturbo fobico
Le fobie nascono da paure irrazionali, estreme e sproporzionate nei confronti di un oggetto o di una situazione precisi. Anche se la persona è consapevole dell’irrazionalità della sua paura, non è in grado di gestirla e mette in atto comportamenti di evitamento, con conseguente limitazione nello svolgimento delle sue attività quotidiane.
I tipi di fobie di cui l’individuo può soffrire sono svariati. Una in particolare è molto diffusa nell’attuale contesto sociale, soprattutto fra i giovanissimi: la fobia sociale.
La fobia sociale si manifesta in contesti relazionali in cui la persona è tenuta ad esporsi a livello interpersonale o prestazionale. La paura che insorge è quella di affrontare il giudizio degli altri, di non essere all’altezza, di essere svalutati, inadeguati e umiliati.
Queste persone sono tendenzialmente portate a valutare negativamente se stessi.
Disturbo da stress post traumatico
Il PTSD (“ Post-Traumatic Stress Disorder”) si sviluppa come una reazione difensiva della mente in conseguenza di un evento traumatico, catastrofico o violento, con il ricorso ad una serie di risposte anticipatorie di natura ansiosa (con lo scopo evitare che l’evento traumatico avvenga nuovamente, pur in assenza di un reale pericolo) , che impediscono il normale superamento del trauma. Questo processo determina un blocco dell’informazione acquisita al momento dell’evento, comprese le immagini, i suoni, le sensazioni fisiche e l’emotività , che permangono conservate a livello neurologico nel loro contenuto traumatico.
La persona, quindi, rivivendo l’evento traumatico attraverso il ricordo associato a pensieri ed emozioni angoscianti, vive costantemente in uno stato di paura del pericolo, panico, angoscia, ansia.
Possono soffrire di PTSD anche gli adolescenti e i bambini, in seguito ad esperienze traumatiche, dirette ( es: essere stati vittime di bullismo) o indirette, alle quali possono essere stati esposti.
L’EMDR : tecnica per il trattamento del PTSD e dei disturbi correlati al trauma
“L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’agosto del 2013, ha riconosciuto l’EMDR come trattamento efficace per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati….”
Tratto da https://emdr.it. ricerca-Emdr- Il sito ufficiale-EMDR Italia
L’approccio EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, in italiano Desensibilizzazione e rielaborazione mediante movimenti oculari) si concentra sul ricordo delle esperienze traumatiche , particolarmente cariche di stress, vissute dalla persona.
Incidenti, lutti, disastri naturali, violenze, traumi di tipo interpersonale e relazionale, possono essere eventi di vita , che la persona traumatizzata ha conservato nella memoria.
L’EMDR interviene, utilizzando i movimenti oculari, sui ricordi associati a quegli eventi, in modo da rielaborarli nella memoria e far sì che quelle stesse esperienze perdano l’intensa emozione disturbante a cui sono associate e, a livello cognitivo, gli apprendimenti disfunzionali assumano un significato positivo, trasformando, così, i “ Ricordi dolorosi” in risorse da utilizzare in modo costruttivo.
Cause dell’Ansia
Nell’insorgenza dei disturbi d’Ansia potrebbero essere coinvolte diverse condizioni:
- Ambiente (aspetti esperenziali e sociali , un evento traumatico, rottura di un rapporto sentimentale o affettivo importante, esposizione a disastri naturali)
- Sviluppo psicologico , aspetti caratteriali
- Una patologia fisica
- Uso di sostanze psico-attive
- Fattori genetici ( anamnesi familiare del disturbo d’ansia)
Ansia: come curarla
In presenza di sintomi, per intensità, durata e frequenza, riconducibili ad un disturbo di ansia, occorre rivolgersi a figure professionali specializzate per il loro trattamento, che sono lo psicologo-psicoterapeuta e lo psichiatra.
Solitamente chi effettua la prima valutazione orienta la persona verso il percorso più adeguato. Tuttavia,quando è opportuno, i due professionisti collaborano, per la migliore riuscita della terapia.
Quando la sintomatologia si manifesta in fase acuta, tanto da compromettere seriamente la funzionalità della persona, diventa, infatti, necessario integrare, ma soltanto dopo la consulenza psichiatrica, la terapia farmacologica con la psicoterapia.
Per gestire i disturbi d’ansia, comunque, è opportuno intraprendere un percorso di psicoterapia, grazie al quale la persona potrà essere aiutata ad acquisire la capacità di riconoscere le proprie emozioni , i dati di realtà e le cause psicologiche che hanno determinato il disturbo, così da saper poi, autonomamente, utilizzare le proprie risorse nelle varie situazioni di vita.
L’approccio sistemico-relazionale, attraverso le tecniche di cui si avvale, si considera, come altri, molto efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia .
L’intervento psicoterapeutico non è limitato al sintomo, bensì al contesto di vita che lo ha prodotto ( sistema familiare, sociale, scolastico, lavorativo, di coppia), per rendere la persona consapevole dei pattern rigidi connessi al sintomo e degli schemi di interazione disfunzionali maturati nei sistemi di appartenenza e mettere in atto nuove e più funzionali modalità di relazione .
Osservando le situazioni da punti vista diversi da quello utilizzato dalla persona e dal suo contesto di provenienza, la si può aiutare a rimuovere le difficoltà che alimentano il disagio e a ristabilire una serena relazione con se stessa e con gli altri.
Per questo, a volte, può essere utile allargare il setting anche ad altre persone significative per la persona in trattamento, con una terapia familiare, ad esempio.
Se soffri anche tu di ansia, non sottovalutarla, contattami, il primo colloquio è gratuito.